Tony Blair consulente per il Governo albanese pro bono o pro domo?



In una cerimonia organizzata a Tirana il 3 ottobre scorso, l'ex Premier britannico Tony Blair ha annunciato che “aiuterà l'Albania a fare le cose necessarie per divenire membro dell'Unione europea”. Il Primo Ministro albanese Edi Rama ha sottolineato che l'apporto di Blair sarà “totalmente personale e su base volontaria”. Un portavoce di Blair ha subito chiarito sia lui che il suo team “fornirano consulenze su come modernizzare e implementare l'agenda per le riforme senza alcun costo per il governo albanese”.


Ora, è possibile che l'Albania abbia bisogno di sostegno tecnico per divenire membro dell'UE: leggi che dovranno esser adattate, politiche che dovranno esser cambiate, trasparenza e responsabilità dovranno diventare la norma. Ma siamo proprio sicuri che Tony Blair sia il candidato migliore per questo compito? Se dovessimo giudicare dal modo con cui nascose, e continua a nascondere, il processo decisionale che che portò al lancio della guerra in Iraq la conclusione è che Blair non è l'uomo che fa alla bisogna. Inoltre sappiamo che quanto Blair si muove, prima o poi, qualcuno pagherà il conto, se non sarà il Governo albanese magari sarà un'entità privata - la compagnia petrolifera albanese Taçi Oil ha già sponsorizzato la famiglia Blair in passato - o magari direttamente il popolo.

Nei prossimi mesi capiremo se Blair fornirà le propria consulenza alla Albania pro bono o pro domo sua. Si accettano scommesse.

Marco Perduca


 

L'angolo dei bugiardi