New York Times - Leader arabo afferma che il piano della Lega araba dell’esilio per Saddam Hussein andò in fumo

 

2 novembre 2005

di Hassan M. Fattah

 

Dubai, Emirati Arabi Uniti (EAU). Alcuni mesi prima dell’invasione dell’Iraq, Saddam Hussein aveva accettato, in linea di principio, la proposta di andare in esilio evitando così la guerra. Il piano però naufragò a causa del mancato consenso tra i leaders arabi. E’ quanto hanno detto questa settimana alcuni membri del governo degli EAU.

 

Lo sceicco Muhammad bin Zayed al-Nahyan, principe di Abu Dhabi e figlio del defunto Presidente, sceicco Sheik Zayed al-Nahyan, ha detto sabato al canale panarabo Al Arabiya che suo padre aveva ricevuto l’assenso di Saddam Hussein, con alcune condizioni, di andare in esilio prima dell’invasione dell’Iraq. In cambio chiedeva amnistia e protezione.

 

La dichiarazione dello sceicco è la prima ammissione ufficiale che dimostra come Hussein stesse considerando l’ipotesi di lasciare il potere come previsto dal piano, che fu presentato al summit della Lega araba convocato d’urgenza a Sharm el Sheik a marzo 2003, prima dell’invasione. La proposta aveva per obiettivo quello di evitare la guerra.

 

“Avevamo ottenuto l’assenso finale da più parti, gli attori principali e la persona in questione, Saddam Hussein”. Questo è quanto ha dichiarato lo sceicco Muhammad ad Al Arabiya nel corso di un programma che commemorava il primo anniversario della scomparsa del padre. “Avevamo appena iniziato a individuare i dettagli del piano. Avrebbe funzionato se lo avessimo discusso”, ha aggiunto lo sceicco.

 

Un membro del governo degli EAU, che ha chiesto di rimanere anonimo perché non autorizzato a parlare dell’argomento, ha detto che rappresentanti degli EAU avevano incontrato Hussein quattro volte. Hussein prese molto seriamente l’ipotesi ma, prima di accettare, voleva che prima ci fosse l’accordo in seno alla Lega.

 

“Saddam accettò l’idea. In principio era d’accordo fino all’ultimo minuto”, ha detto.

 

Lo sceicco Sheikh Abdullah bin Zayed al-Nahyan, ministro dell’informazione e della cultura degli EAU ha anche rivelato che Saddam avevo dichiarato che “avrebbe risposto favorevolmente alla nostra proposta”. I leaders degli EAU non hanno fornito alcun elemento come prova di tutto questo e hanno sottolineato il fatto che la cooperazione di Hussein fosse tutt’altro che garantita.

 

Quando fu presentato il piano alla Lega Araba riunita in una riunione convocata d’urgenza a poche settimane di distanza dall’inizio della guerra, il dibattito che ne nacque fu soppresso. La delegazione irachena, che non era al corrente dei negoziati che stavano avendo luogo dietro le quinte, derisero la proposta che fu presto accantonata. Gli EAU hanno affermato che l’iniziativa era circolata ma non fu mai dibattuta.

 

“Non si può sconvolgere un summit così, con una cosa di tale portata”, disse un influente membro della Lega Araba presente alla sessione. “L’idea probabilmente arrivò quando ormai era troppo tardi, o forse avrebbe potuto avere maggior successo se fosse stata accompagnata da un lavoro di lobbying più confidenziale. Comunque sia, tutto ciò è storia.”

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