Il rapporto dell’inchiesta sull’Iraq potrebbe subire un grosso ritardo mentre i dubbi sull’evidenza raccolta persistono

The Observer - 15.10.2011


L’inchiesta istituita dal governo britannico (di Gordon Brown, ndr) sul ruolo del Regno Unito nella preparazione della guerra in Iraq potrebbe pubblicare il rapporto finale non prima della prossima estate, ovvero con oltre un anno di ritardo rispetto a quanto previsto.

 

Secondo una fonte vicina all’inchiesta presieduta da Sir John Chilcot, ex funzionario di Whitehall e collaboratore dell’MI5 e MI6, i risultati dell’inchiesta non saranno resi pubblici prima del prossimo giugno. E’ curioso notare che l’estate scorsa Chilcot ha assistito ad un’opera teatrale, intitolata Loyalty (Fedeltà), una produzione teatrale proprio sulla pianificazione della guerra in Iraq. L'opera, andata in scena al Hampstead Theatre è stata scritta dalla giornalista e commediografa Sarah Helm, moglie di Jonathan Powell, ex capo dello staff di Blair. L’opera ha fornito un originale spaccato della psicologia degli attori coinvolti.

 

Per alcuni funzionari di Whitehall, alcune scene, come una telefonata tra Rupert Murdoch e Blair alla vigilia della guerra e altre in cui esponenti del governo britannico si mostrano dubbiosi sulle fonti che indicano l’esistenza delle ADM di Saddam Hussein, sono vicine alla verità.

 

Secondo la rivista Private Eye, dopo aver assistito all’opera, Chilcot avrebbe deciso di rivedere parte dell’evidenza raccolta dall’inchesta.

 

La commissione Chilcot ha iniziato i lavori il 30 luglio 2009 e ha terminato le audizioni nel febbraio 2011.

 

La lunga attesa tra la fine dei lavori e la pubblicazione del rapporto aumenterà le voci secondo cui Chilcot e gli altri membri dell’inchiesta starebbero riesaminando l’evidenza presentata dai principali responsabili che presero la decisione di impegnare le truppe britanniche nel 2003.

 

I risultati dovrebbero criticare diversi influenti politici del governo laburista, i loro collaboratori e i capi dell’inteligence. Sir Richard Dearlove, ex capo dell’MI6, dovrebbe essere il principale obiettivo delle critiche.

 

Anche Blair dovrebbe subire forti critiche, soprattutto per non essersi consultato sufficientemente con il gabinetto dei ministri. Le critiche non saranno però così gravi come alcuni si aspettano. E' in particolare il rapporto con il responsabile per le consulenze legali ad attirare grandi attenzioni. L’inchiesta ha infatti appreso che otto mesi prima dell’inizio del conflitto Lord Goldmsith avvisò Blair che il tentativo di rovesciare Saddam avrebbe costituito una grave violazione del diritto internazionale.

 

Un portavoce della commissione Chilcot ha rifiutato di commentare circa la possibile data della pubblicazione del rapporto.

 

Link all'articolo originale
http://www.guardian.co.uk/uk/2011/oct/15/iraq-war-inquiry-report-chilcot

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