Dal blog del prof Juan Cole. La trascrizione della conversazione Bush-Aznar: il crimine di guerra del secolo

La trascrizione della conversazione Bush-Aznar: il crimine di guerra del secolo

di Juan Cole

28/9/2007

 

Ho detto due cose a proposito della trascrizione, pubblicata da El Pais, della conversazione tra Bush e il premier spagnolo Josè Maria Aznar il 22 febbraio 2003 a Crawford, in Texas.

 

La prima è che la trascrizione rivela che Bush era intenzionato ad ingorare un risultato negativo nel suo tentativo di ottenere la risoluzione ONU che autorizzasse la guerra contro l’Iraq. Bush voleva la risoluzione. Aveva chiarito che avrebbe fatto uso di minacce e di coercizioni economiche per averla. Ma aveva detto altrettanto chiaramente che non avrebbe aspettato che il Consiglio di Sicurezza decida oltre la metà di marzo. Affermò altrettanto esplicitamente che se un componente del Consiglio di Sicurezza avesse posto il veto, “noi andremo”. Dunque, la non approvazione della risoluzione avrebbe fatto scattare la guerra.

 

E’ l’esatto contrario di come dovrebbe funzionare. Se non si può arrivare ad una risoluzione ONU del Consiglio di Sicurezza e se non si è attaccati dallo Stato contro il quale vuole fare la guerra, allora ci si dovrebbe fermare.

 

Sia perché aveva stabilito una scadenza oltre la quale la sua “pazienza” non gli permetteva di andare (il povero aveva già dovuto aspettare mesi; ma cos’è, un bambino a cui manca la pazienza elementare?), sia perché aveva indicato nel veto il segnale per l’inizio della guerra, Bush fece capire chiaramente di esser pronto a cestinare la carta dell’ONU e a riportare il mondo negli anni ’30, all’era della politica di massa in cui potenti Stati scatenavano guerre a loro piacimento sospinti da una fervente retorica e dallo spirito di ripicca.

 

La seconda cosa che ho detto è che Bush era a conoscenza di un’offerta, che rifiutò, di Saddam Hussein di abbandonare l’Iraq, forse in direzione Arabia Saudita, presumibilmente potendo portare con sé un miliardo di dollari e alcuni documenti sui programmi per le armi di distruzione di massa. Le due condizioni avrebbero consentito a Saddam di proteggersi da future ritorsioni. Il denaro gli sarebbe servito per comprarsi la protezione dall’estradizione, mentre i documenti probabilmente avrebbero dimostrato che le precedenti amministrazioni Reagan e Bush avevano segretamente autorizzato i  programmi di armi chimiche e biologiche. Con questi documenti in suo possesso, difficilmente Bush lo avrebbe attaccato, poiché avrebbe potuto rovinare la reputazione della famiglia Bush. E’ lecito presumere che la distruzione di questi documenti fosse l’obiettivo di Bush, quando disse a Rumsfeld di ordinare all’esercito statunitense di non interferire con i saccheggi e la distruzione dei palazzi governativi verificatisi subito dopo la caduta di Saddam. I saccheggi, che furono anche l’inizio della guerriglia, si rivelarono un imponente agente distruttivo all’opera per distruggere ogni prova in grado d’incriminare i Bush e Rumsfeld di crimini di guerra commessi contro l’Iraq.

 

Secondo le interpretazioni di alcuni esperti per cui la richiesta di Saddam di portare fuori dal paese i documenti relativi ai programmi per le ADM è la prova dell’esistenza di questi programmi nel 2003, o che l’obiettivo era mantenere questa conoscenza specializzata, sono stupidaggini. Saddam aveva distrutto i suoi programmi chimici, nucleari e biologici e le scorte. Tutto questo lo sappiamo grazie ad una delle più grandi ispezioni da dopoguerra nella storia umana. Quasi certamente, Saddam intendeva mantenere i documenti che indicavano proprio questo – che stava cooperando con le risoluzioni dell’ONU (cosa vera) mettendosi dunque al riparo da ogni possibile resa e consegna all’Aja. Secondo me è inoltre probabile che quei documenti gli avrebbero permesso di ricattare la famiglia Bush, che negli anni ’80 faceva l’occhio a Saddam permettendogli di acquisire le ADM.

 

Le osservazioni di alcuni osservatori, secondo cui Saddam avrebbe potuto evitare la guerra semplicemente ammettendo di aver distrutto le armi fornendo la documentazione, non tengono conto di quel che è emerso da allora. Saddam temeva che se il mondo avesse saputo dell’esaurimento di armi chimiche, gli Sciiti, i Curdi e gli Iraniani lo avrebbero finito in pochissimo tempo. Non poteva sperare di rimanere al potere se avesse detto la verità su questa faccenda, ma dopo aver lasciato il potere sapeva che le sue azioni degli anni ’80 gli avrebbero potuto valere una condanna all’Aja e per questo aveva bisogno di mantenere la documentazione sui complici Reagan e Bush come garanzia.

 

Aznar chiese a Bush se avrebbe dato queste garanzie a Saddam e Bush rispose con un secco no. (Questa è la risposta a coloro che chiedono in quale passaggio della trascrizione Bush respinge l’offerta di Saddam di andarsene. Nessuno sano di mente fuggirebbe privo di garanzie. Respingendole, Bush bloccò l’accordo.)

 

Impedendo a Saddam di andarsene con garanzie, Bush ha reso necessario il combattimento di una guerra di terra. Si tratta di uno dei più grandi crimini mai commessi da un presidente degli Stati Uniti, reso ancor più spregevole dal fatto che affonda le sue radici nel mero orgoglio e petulanza.

 

Perfino il Generale Pervez Musharraf permise al Primo Ministro Nawaz Sharif di recarsi in Arabia Saudita protetto da simili garanzie, anche se su Sharif pesava l’accusa di aver tentato di provocare la morte di Musharraf. Aveva più devozione per il suo paese e più buon senso un insignificante Generale pakistano di quanto ne abbia avuto George W. Bush.

 

Il passaggio in cui Bush si dice d’accordo con Aznar che sarebbe meglio se Baghdad cadesse senza sparare un colpo si riferisce alla possibilità che qualche ufficiale dell’esercito assassinasse Saddam e si rifiutasse poi di combattere contro gli alleati. Bush avrebbe voluto molto che questa fantasia diventasse realtà. Ma Bush non aveva bisogno di fantasticare. Aveva in mano un’offerta vera: un volo per Saddam. L’ha rifiutata. Così facendo si è reso responsabile di almeno un milione di morti, divenendo una delle figure più mostruose della storia recente.

 

Ho tradotto la trascrizione. Sarei grato se mi poteste inviare correzioni, ma credo che per il governo vada bene così. Nessuno può leggerla senza realizzare che Bush era deciso ad entrare in guerra, che voleva la risoluzione ONU per servirsene come una foglia di fico e che rifiutò con fermezza un accordo praticamente già pronto con Saddam, preferendo invece una soluzione tra un conflitto sanguinoso e la fantasia adolescenziale di veder cadere Baghdad senza sparare un colpo.

 

http://www.juancole.com/2007/09/bush-aznar-transcript-war-crime-of.html

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