BBC News – Pubblico battibecco rovina il summit arabo

1 marzo 2003

L’incontro tra i leader arabi sull’Iraq è stato dominato da uno scambio di insulti pubblico tra il leader libico e quello saudita.

 

Il sovrano dell’Arabia Saudita, il Principe Abdullah Bin Abdel Aziz, ha abbandonato la riunione dopo esser stato rimproverato dal Colonnello libico Gheddafi di aver cercato la protezione degli Stati Uniti durante la Guerra del Golfo nel 1991.

 

Mentre continuano i preparativi di un possibile attacco militare guidato dagli USA, i leaders arabi si sono riuniti a Sharm el-Sheikh, in Egitto, per tentare di giungere ad una posizione comune sulla crisi irachena. La regione è divisa tra chi sostiene l’azione militare per obbligare Saddam Hussein a disarmare e chi no.

 

La dichiarazione finale del summit “respinge completamente qualsiasi attacco contro l’Iraq”, nonostante la presenza di truppe americane sul territorio di vari paesi arabi.

 

Sabato, gli Emirati Arabi Uniti sono stati il primo paese arabo a chiedere ufficialmente a Saddam di andare in esilio per evitare la guerra, ma i rappresentanti iracheni presenti al summit hanno respinto convintamente l’idea.

 

“Alleanza con il diavolo”

 

Lo scambio di accuse, trasmesso in diretta televisiva in tutta la regione, ha avuto inizio quando il Colonnello Gheddafi ha cominciato il suo discorso. Gheddafi ha accusato il Re saudita Fahd di volere “allearsi con il diavolo” quando le truppe americane furono dispiegate per proteggere il regno dopo l’invasione irachena del Kuwait nel 1990.

 

Il Principe Abdullah lo ha interrotto ribattendo che “l’Arabia Saudita non è un agente a servizio dei colonialisti”.

 

“Chi ti ha dato il potere?” Ha chiesto allora il leader libico. 

 

“Sei un bugiardo e la tua tomba ti aspetta” ha detto, prima che le televisione egiziana interrompesse la diretta.

 

I delegati hanno detto che Gheddafi si è rifiutato di ritirare le accuse rivolte al Principe Abdullah, causando l’abbandono del meeting da parte di quest’ultimo. La conferenza è stata sospesa per un’ora e mezzo circa mentre alcuni partecipanti tentavano di riportare la calma tra i due.

 

Dichiarazione finale

 

La dichiarazione finale esprime “il rifiuto totale di qualsiasi attacco contro l’Iraq” e la richiesta di risolvere la crisi con accordi a livello internazionale. Si esorta ogni arabo “a non partecipare a nessuna azione militare contro la sicurezza e l’integrità territoriale di tutti i paesi arabi” e viene concesso “il tempo necessario” agli ispettori per completare il loro lavoro.

 

Profondamente divisi su come affrontare la questione irachena, i membri di governo e i delegati hanno pensato di madnare alcuni inviati a Baghdad per sollecitare Saddam Hussein ad andarsene, o a far in modo che collaborasse con gli ispettori ONU.

 

I paesi arabi hanno preso tre posizioni diverse su questo. Gli Stati del Golfo sono i più intransigenti e si sono schierati con l’America per sbarazzarsi di Saddam Hussein. 

 

Egitto e Arabia Saudita sono a capo di un gruppo di paesi che vogliono evitare la guerra.

 

La Siria è fermamene contraria ad ogni conflitto che non abbia il supporto delle Nazioni Unite e accusa gli Stati Uniti di voler assumere il controllo del petrolio iracheno. 

L'angolo dei bugiardi